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Brèssanova

Paolo Milzani* & Anna Maria Di Lena*
Discos: MPB

Disponible

19,36 € impuestos inc.

Ficha técnica Discos

Sello Independiente
Estilo MPB
Año de Edición Original 2016

Más

Paolo Milzani (guitarra clásica), Anna Maria Di Lena (voz)

Vincenzo Santoro (flauta), Pietro Milzani (violín), Andrea Bettini (acordeón), Sandro Gibellini (guitarra eléctrica), Maurizio Viola (guitarra acústica), Charlie Cinelli (contrabajo, bajo eléctrico), Cesare Balbusa (batería, percusión).

Participación especial de: Piergiorgio Cinelli (voz).

Edición en formato Digipack.

Curioso y poco conocido -excelentemente producido y elegantemente interpretado- álbum en el que el cantante, compositor y arreglista bresciano Paolo Milzani transpone al dialecto de su región (en el este de Lombardia, Italia) clásicos de la bossa nova, a partir de las versiones de João Gilberto.

"Ascoltando dei classici di musica brasiliana ed in particolare quel genere che tutti chiamiamo Bossa Nova, ho avuto la sensazione di sentire alcune parole nel nostro dialetto. Mi è successo ascoltando i grandi interpreti di questa musica quali Joao Gilberto e Tom Jobim, ma la stessa impressione, anzi amplificata, l’ho avuta ascoltando le voci femminili come le grandi Elis Regina e Gal Costa. Tra Brescia ed il Brasile ci sono molte affinità, a partire dalle prime due lettere che compongono il nome e c’è una città che si chiama Nova Bréscia, fondata da una comunità di emigranti bresciani.
L’esperienza maturata negli anni passati mi aveva già stimolato a provare a cimentarmi col dialetto, ma volevo farlo con una diversa intenzione, un diverso stile. Ecco che ora, ascoltando delle vecchie canzoni brasiliane degli anni ‘50 e ‘60 è arrivata la folgorazione: prendere le più famose e cantarle in dialetto, duettando con una bella voce femminile, Anna Maria Di Lena, ed utilizzando un linguaggio che sta progressivamente scomparendo, quello delle campagne bresciane dei primi del ‘900, in particolar modo dell’est bresciano, tra Rezzato ed il Lago di Garda che sono poi le mie zone. Ho avuto la fortuna di potermi confrontare con grandi saggi della lingua, come i contadini ultra ottantacinquenni che abitano nelle cascine di Mocasina, il paese dove vivo. Da sempre ho tratto spunti dalle loro storie, dai loro racconti ed anche questa volta non ho fatto eccezione: le storie, la consulenza letteraria e grammaticale sono dei grandi anziani.
Ho volutamente scelto i brani più famosi, quasi tutti del grande Tom Jobim e quasi sempre nella versione interpretata da Joao Gilberto, ad eccezione di un unico brano che scrissi nel 2003 con Antonella Ruggiero e che lei interpretò in italiano nel suo omonimo album. Per quanto riguarda la musica ho cercato di essere il più rispettoso possibile della versione originale avvalendomi di alcuni tra i miglior musicisti della scena bresciana" (Texto de presentación del propio artista)

"La bossanova e il bresciano. Contro ogni aspettativa l’incontro è tutt’altro che uno scontro. Ci guadagnano entrambi: in accessibilità la prima, in naturalezza e sentimento il secondo. Splendida l’intesa artistica tra Anna Maria e Paolo.
Il Vate aveva torto. Torto marcio. A meno che gli si riconosca la scusante di aver incontrato il Bresciano in un periodo in cui si costruiva inseguendo modi e suoni lontanissimi da quelli a cui siamo abituati ora. Ma procediamo con ordine. Dante nel “De vulgari eloquentia” bollò il dialetto della nostra provincia come “yrsutum et yspidum” di “vocaboli e di accenti che per la sua rude asprezza non solo fa uscire dai limiti donna che parli, ma saresti in dubbio, o lettore, se sia un uomo” (lingua quindi dalle virtù trasgender, avrebbe scritto oggi) e conclude con un lapidario “quod quidem barbarissimum reprobamus”. L’esatto opposto del portoghese (sia pure nella sua analoga virtù evocativa di ambigue situazioni di genere), lingua tonda, capace come l’acqua di avvolgere e scivolare. Paolo Milzani dimostra che invece è solo questione di competenza e di poesia. Bisogna avere la capacità di scegliere le parole, appoggiarle con l’attenzione di un ebanista sulle strutture musicali e fare in modo che combacino. Per completare l’opera è poi possibile stendere una mano di vernice avvolgente, ricorrendo magari ad una voce e ad una presenza come quella di Anna Maria Di Lena, femminile nell’essenza, oltre che nella forma.
Il primo ascolto del nuovo lavoro di Paolo Milzani colpisce proprio per l’estrema naturalezza con cui il bresciano, che è bresciano vero, si posa sui classici della musica brasiliana. Nessuna forzatura, al punto che per i distratti potrebbe benissimo trattarsi di portoghese. Chi si sofferma più attentamente all’ascolto si rende poi conto che la magia del primo impatto nasconde un ‘sommerso’ altrettanto sorprendente: i testi non sono un’accozzaglia di parole selezionate in funzione delle sole sonorità. Dentro le canzoni ci sono storie, ricordi, cose da dire e raccontare, a volte divertite, a volte profonde, sempre mature ed equilibrate, ed è questa un ulteriore valore da apprezzare nel lavoro di Anna Maria e Paolo. Dopo anni di canzoni in bresciano costruite per far ridere, affrontate con l’imbarazzo del bambino che dice la parolaccia o dell’adolescente che fa il volgare per provocare, finalmente un disco d’autore in cui il dialetto nostrano è nobilitato al ruolo di lingua, si usa per comunicare spontaneo, il sentire di oggi, rivolgendosi a gente che vive adesso.
Certo: quella che ascoltiamo è musica che potrebbe non riempire le piazze delle feste delle pro loco e sposarsi male con la sagra della vacca. Ma era ora che il matrimonio tra il dialetto e il folk country fosse tradito, perché è la musica a chiederlo, perché lo chiede cultura bresciana che non vive circoscritta fra le mura dell’aia. E sia chiaro: con ciò non si negano le tradizioni. Al contrario si valorizzano quelle radici trascurate, meno spendibili ma capaci ancora di portare la linfa di un sentire bresciano maturo.
La musica? Calda, avvolgente, professionale, malinconica, sognante, equilibrata, matura: che si può volere di più?" Giacomino Ricci (Musica & Dischi, 05.11.2017)

Temas

CD 1
1
Aqua de Mars (Águas de Março)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) (Vers. Paolo Milzani)
2
La piàsa (Corcovado)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) (Vers. Paolo Milzani)
3
Tristèsa e malinconia (Chega de saudade)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) - Vinicius de Moraes (Vers. Paolo Milzani)
4
Stunàt (Desafinado)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) - Newton Mendonça (Vers. Paolo Milzani)
Paolo Milzani & Piergiorgio Cinelli
5
Gingì (Dindi)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) - Aloysio de Oliveira (Vers. Paolo Milzani)
6
L'alba (É preciso perdoar)
Carlos Coqueijo Costa - Alcivando Luz (Vers. Paolo Milzani)
7
Mé bèla pütìna (Garota de Ipanema)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) - Vinicius de Moraes (Vers. Paolo Milzani)
8
L'è za ura (Izaura)
Herivelto Martins - Roberto Roberti (Vers. Paolo Milzani)
Paolo Milzani, Anna Maria Di Lena & Maurizio Viola
9
La bianchina (L'aviatrice)
Antonella Ruggiero (Vers. Paolo Milzani)
10
Una nota apena (Samba de uma nota só)
Antonio Carlos Jobim (Tom Jobim) - Newton Mendonça (Vers. Paolo Milzani)